Per Iniziare dal mare
Il salmone leggermente affumicato da noi con pepe rosa, emulsione all’olio di frantoi, crostini e burro
Il pesce spada fresco all’agro con dadolata di pomodoro fresco e capperi di Lipari
Il tonno rosso marinato con le erbe aromatichee servito con insalatina di campo e la sua emulsione (nostra produzione)
La passata di ceci di Nucetto con calamaretti di lampara , cotti al vapore, olio di prima spremitura e pepe nero
I gamberoni avvolti in pasta fillo fritti su insalatina di campo e serviti con le loro salse
Le nocette di capesante gratinate
I moscardini affogati con orzo perlato, olive taggiasche, crostini edemulsione di olio crudo di frantoio
L’insalatina di mare tiepida
L’ insalata di polpo tiepida, fagioli bianchi di Conio, fagiolini, con leggero profumo d’aglio di Vessalico
Per Iniziare dalla terra
Il soufflé di toma di pecora brigasca con, secondo stagione, insalatina di carciofi della Piana e, in stagione tardiva, carciofi di Perinaldo Pinoli e emulsione alle olive taggiasche
Il petto d’oca farcito al paté di fegato
su insalatina di campo,con olio di prima spremitura e riduzione al tradizionale di Modena
Il carpaccio di manzo fumé con insalata trevisana e scaglie di grana
Il prosciutto crudo di alce con pere e scaglie di grana e emulsione all’olio extra-vergine
Il crudo di Parma con crostini e burro
Nel nostro locale è possibile degustare
sashimi di pesce crudo,
secondo la disponibilità del mercato e, su prenotazione, sushi
Alcuni ingredienti, come il polpo, sono di solito serviti cotti, ma la maggior parte, come il tonno o altri pesci, sono serviti crudi.
Il pesce utilizzato per il sashimi deve essere freschissimo, e va tagliato poco prima di servirlo nome sashimi proviene dalla pratica di infilare una coda di pesce sulle fettine per far sapere che pesce si sta mangiando, anche se questa usanza è oggi poco praticata.
Il sashimi è praticamente sempre la prima portata del pranzo giapponese formale, e molti credono che questo, considerato tradizionalmente il piatto più raffinato della cucina giapponese, debba essere mangiato prima che altri più forti sapori influenzino il palato.
Per questo motivo abbiamo pensato di inserirlo tra i nostri piatti “per iniziare”.
Nel nostro ristorante il sashimi viene condito con alcuni tra i migliori oli extra vergine della regione
La nostra pasta fresca
dal mare
I tagliolini all’aragosta (min due persone)
I tagliolini al basilico di Pegli con scampi
I maltagliati di farina di kamut con gamberoni d’Oneglia
I ravioli di branzino saltati in padella con burro fuso e timo
I ravioli liguri con ragù di gamberi
dalla terra
Le trofiette di Recco al pesto
Le lasagnette al pesto, patate e fagiolini
I cappellacci con speck e brie con burro fuso grana e pistacchi verdi
I raviolini del Plin con ripieno al tartufo bianco con cacio e pepe nero
Le chicche di patate ai formaggi
La “Paella”
(su prenotazione, minimo due persone)
dal mare
La nostra zuppa di pesce
(su prenotazione, minimo due persone)
La zuppetta di astice e misto di crostacei (minimo due persone)
Il guazzetto di cozze e vongole
La zuppetta di cozze alla marinara
dalla terra
Il minestrone alla genovese
La ribollita
Gli spaghetti all’astice (minimo due persone) all’etto
Gli spaghetti allo scoglio
Gli spaghettini alle vongole veraci e, in stagione, carciofi della Piana, e in stagione inoltrata carciofi di Perinaldo Pinoli e emulsione alle olive taggiasche
Gli spaghettini alle vongole veraci
Gli spaghetti con filetti di pomodoro e basilico
Le pennette al salmone
Il risotto ai frutti di mare (minimo due persone)
Il risotto al nero di seppia (minimo due persone)
Tutti sanno che la pasta, un po’ come la pizza, è il nostro piatto nazionale.
Nonostante ciò, secondo molti la pasta non sarebbe stata inventata in Italia, ma, al contrario, sarebbe stata portata nella Penisola da Marco Polo di ritorno dal suo viaggio in Cina nel 1291.
In realtà l’abitudine di mescolare insieme acqua e farina per creare un alimento che potesse essere mangiato, dopo essere stato cotto in acqua, è antichissima e risale addirittura a tremila anni prima di Cristo. Sicuramente gli Etruschi conoscevano qualcosa di simile alla nostra pasta. Infatti sono state ritrovate delle pitture etrusche nelle quali sono raffigurati alcuni strumenti tipici per la preparazione della pasta, come il mattarello e la spianatoia.
Un alimento non molto differente era anche presente nella dieta dei Romani.
Sappiamo, ad esempio, che Orazio e Cicerone andavano pazzi per la lagana, un piatto costituito da strisce di un composto sottile fatto di acqua e farina (è proprio da questo nome che deriva la parola italiana lasagna).
Posto che la pasta esiste in Italia dalla notte dei tempi, ci si potrebbe chiedere che origine essa abbia nella forma con la quale la conosciamo e la mangiamo noi oggi. Pare che tale origine debba essere ricercata in Sicilia e, più in particolare, nel piccolo paesino di Trabia, non lontano da Palermo, dove si usava impastare acqua e farina per farne del cibo in forma di fili (una cosa molto simile ai nostri spaghetti!).
Il fatto che per indicare questo alimento si usasse la parola araba “itriyya”, ci fa pensare che esso fosse stato portato in Sicilia dagli Arabi durante il Medioevo, ma purtroppo non esistono fonti scritte che ce lo confermino.
Pesci e crostacei
La varietà dei pesci dipende dall’umore del mare.
Nel nostro locale vengono serviti:
· Alla ligure
· Al cartoccio
· Al sale
· Alla griglia
· Secondo stagione
-con carciofi della Piana, in stagione tardiva, carciofi di Perinaldo, Pinoli e emulsione alle olive taggiasche
-funghi porcini
- asparagi d’Altedo, asparagi “Violetto” d’Albenga
· Su prenotazione, in crosta di pane
I calamaretti del golfo e gamberi saltati in padella con aglio di Vessalico, pepe nero e olio crudo di frantoio
La “Grigliata mista”
Il fritto misto di paranza del nostro mare
I calamaretti del golfo fritti
Il trancio di pesce spada alla griglia con emulsione di olio extra vergine di oliva
La sogliola al burro o alla mugnaia
Gli scampi scottati al forno con filetti di pomodoro freschi, olive taggiasche e origano
I gamberoni alla griglia
L’ aragosta alla griglia con emulsione di olio extra vergine di oliva, pinoli e olive taggiasche
Le carni
La costata di manzo piemontese (carne Fassona)
Il filetto di Fassona piemontese alla griglia con erbe aromatiche
Il filetto di Fassona piemontese al wasaby
Il filetto di Fassona piemontese al pepe verde
Secondo stagione il filetto può essere servito con
- carciofi della Piana, in stagione tardiva, carciofi di Perinaldo, Pinoli e emulsione alle olive taggiasche
-funghi porcini
La tagliata di manzo con rucola, parmigiano e olio extra vergine di oliva
Il “Roast Beef” all’inglese con emulsione all’olio extravergine
Le costine d’agnello alle erbe servite con verdure saltate al burro
La carne dei bovini di razza Fassona piemontese contiene pochi nutrienti energetici e molti elementi plastici come le proteine, le vitamine e i sali minerali. Le sue proteine hanno un alto contenuto di amminoacidi essenziali e sono utilizzabili con alta efficienza nutrizionale e senza affaticamento di intestino, fegato e reni.
L’apporto vitaminico più importante è rappresentato dalle vitamine del gruppo B. Tra i minerali spiccano, insieme a potassio, selenio, magnesio, calcio, il ferro e lo zinco.
La bassissima percentuale di grasso, significativamente inferiore a quella delle altre razze bovine la rende magra, con un basso contenuto calorico, molto indicata per le diete. E’ succosa, una caratteristica scientificamente esatta e misurabile da sofisticati strumenti e confermata da equipe di assaggiatori (A.I.A.C- Associazione Italiana Assaggiatori Carni).
Inoltre ha un minor contenuto di grassi saturi e monoinsaturi (responsabili dei principali problemi di circolazione sanguigna) e un maggior contenuto di acidi grassi polinsaturi, i cosiddetti "spazzini delle arterie".
I contorni
L’ insalatina dell’orto mista
Le verdure miste in pastella e fritte
Le verdure al vapore
Le verdure alla griglia
L’ insalatina verde
Le patatine fritte
I dessert
La mousse al cioccolato
Il semifreddo al miele con caramello all’amaretto
Il flambè di frutti di bosco con gelato di vaniglia (in stagione)
Sfogliatine calde con gelato alla crema e coulisse di fragole fresche
Il tiramisù
La panna cotta
Il cremino al caffè
Il créme caramel
La meringata con cioccolato gianduia caldo
Il budino al cioccolato
I sorbetti del giorno
Il parfait al rum e croccante con crema di gianduia calda
L’ananas fresco
Le fragole con limone e zucchero (in stagione)
Le fragole con panna o gelato (in stagione)
La crema catalana
La frutta fresca al cioccolato gianduia caldo
Il menù du “Pino du Cicin”Comprende un antipasto, un primo, un secondo, un contorno, dolce o caffé o frutta,
un quarto di vino bianco o rosso o mezzo litro d’acqua o una bibita.
Antipasti
Parma con crostini e burro
Carpaccio di tonno fumè con rucola ed emulsione di olio di frantoio
Insalatina del nostro mare calda
Primi
Spaghetti calamaretti e maggiorana
Pennette al salmone
Lasagnette “alla genovese”,con patate e fagiolini
Spaghetti con filetti di pomodoro e basilico Spaghetti al pesto
Minestrone alla ligure
Secondi
Trancio di nasello del golfo
con olio extra vergine di oliva
Filetto di sogliola burro e salvia
Fritto di calamaretti
Roast Beef di manzo
con riduzione all’aceto balsamico
Paillard
Contorni
Insalatina Verde o Verdure al vapore o Patatine fritte
Dolci
Créme caramel o panna cotta
Budino al cioccolato o Gelati della casa
Frutta di stagione o caffé
€ 22,00
Il coperto ed il servizio sono compresi
Si avvisa la Spett.le Clientela che il menù non viene servito il sabato sera,
festività particolari e sulla spiaggia
A Vessalico, un minuscolo comune dell’Alta Valle Arroscia, nell’entroterra di Albenga e, in particolare, nelle frazioni più alte e meno abitate, esiste un aglio antico.
La sua sopravvivenza è legata alla volontà di pochi, cocciuti agricoltori, che hanno continuato a coltivarlo in minuscoli appezzamenti abbarbicati in montagna, tramandandosi i bulbi da generazioni, assieme alla tecnica di coltivazione e a quella di confezionamento.
Le teste d’aglio non sono recise dalla pianta, né mondate del ciuffo, ma confezionate in lunghe trecce: le teste essiccate sono intrecciate a coppie di due.
Un’operazione che si può svolgere solo la sera e la mattina, quando le teste d’aglio sono più umide e le foglie non si spezzano. Le piante non recise continuano a nutrire l’aglio e a mantenerlo sano e profumato anche a otto dieci mesi dopo la raccolta.
Ogni anno il 2 luglio –se cade di domenica, il sabato precedente- sul prato dei Canapai, a Vessalico, si svolge la settecentesca fiera dell’aglio, occasione ideale per acquistarlo.